Progetto integrato miniera di carbone e centrale elettrica
La miniera del Sulcis è considerata attualmente uno dei bacini di carbone più grossi e estesi d'Europa. In tutto il mondo la produzione di energia elettrica da carbone è ormai particolarmente competitiva rispetto al petrolio.
In quell'area, e precisamente a Carbonia, sulle rovine delle vecchie miniere di Serbariu sta già sorgendo, con i fondi del Programma Operativo Regionale (POR), un centro di eccellenza nella ricerca delle tecnologie pulite del carbone.
La Regione ha pubblicato un bando per l'affidamento della concessione integrata per la gestione della miniera e della centrale di produzione di energia elettrica.
La concessione prevede la realizzazione di una nuova centrale elettrica a carbone nel territorio del Sulcis, integrata, dal punto di vista operativo, con la gestione della miniera di carbone di Nuraxi Figus, attualmente gestita dalla Carbosulcis SpA, società partecipata totalmente dalla Regione Sardegna.
Per questo motivo, con l'attivazione della nuova centrale, la produzione di energia elettrica potrà anche essere esportata in quanto, a parità di impianti produttivi, nell'isola si determineranno condizioni di sovrapproduzione di energia elettrica
Oggi l'isola è quasi completamente autonoma nella produzione di energia elettrica sia per motivi tecnici che produttivi in quanto il vecchio cavo Sacoi, che collega l'isola alla Toscana, è ormai obsoleto e di prossimo abbandono, e non permette, se non in minima parte, la possibilità di esportare energia.
Entro il 2008/09 è prevista l'attivazione da parte di GRTN SpA, la società che gestisce la rete distributiva elettrica nazionale, del nuovo cavo di collegamento Sapei da 1000 megawatt di nuova tecnologia che permetterà sia di esportare che di importare energia.La miniera del Sulcis è considerata attualmente uno dei bacini di carbone più grossi e estesi d'Europa. In tutto il mondo la produzione di energia elettrica da carbone è ormai particolarmente competitiva rispetto al petrolio.
In quell'area, e precisamente a Carbonia, sulle rovine delle vecchie miniere di Serbariu sta già sorgendo, con i fondi del Programma Operativo Regionale (POR), un centro di eccellenza nella ricerca delle tecnologie pulite del carbone.
La Regione ha pubblicato un bando per l'affidamento della concessione integrata per la gestione della miniera e della centrale di produzione di energia elettrica.
La concessione prevede la realizzazione di una nuova centrale elettrica a carbone nel territorio del Sulcis, integrata, dal punto di vista operativo, con la gestione della miniera di carbone di Nuraxi Figus, attualmente gestita dalla Carbosulcis SpA, società partecipata totalmente dalla Regione Sardegna.
Per questo motivo, con l'attivazione della nuova centrale, la produzione di energia elettrica potrà anche essere esportata in quanto, a parità di impianti produttivi, nell'isola si determineranno condizioni di sovrapproduzione di energia elettrica
Oggi l'isola è quasi completamente autonoma nella produzione di energia elettrica sia per motivi tecnici che produttivi in quanto il vecchio cavo Sacoi, che collega l'isola alla Toscana, è ormai obsoleto e di prossimo abbandono, e non permette, se non in minima parte, la possibilità di esportare energia.
Entro il 2008/09 è prevista l'attivazione da parte di GRTN SpA, la società che gestisce la rete distributiva elettrica nazionale, del nuovo cavo di collegamento Sapei da 1000 megawatt di nuova tecnologia che permetterà sia di esportare che di importare energia.