Tra mare e miniere
Masua è una frazione del comune di Iglesias, conosciuta per le sue splendide spiagge, ma soprattutto perché testimone di un glorioso passato legato all'attività estrattiva.
Così, accanto a incantevoli calette dalle acque cristalline è facile trovare i resti di un borgo minerario o lo sbocco di una galleria.
Partendo da Masua è impossibile non restare affascinati davanti al Pan di Zucchero, l'isolotto di calcare alto 133 metri che, dal mare, si staglia davanti a Porto Flavia. Attraversato da due gallerie poste al livello del mare (una posta a Nord e l'altra a Sud) è uno dei più grandi faraglioni d'Europa. Più grande del più noto faraglione di Capri. Con gli scogli de "Il morto" e de "S'Agusteri" e la falesia di "Punta de Is Cicalas", è stato dichiarato monumento naturale. Un'investitura assegnata per preservare il contesto geologico e paleontologico della zona e oggetto di studio da parte di centinaia di ricercatori.
Davanti al faraglione, accanto alla spiaggia di "Bega Sa Canna", si trova Porto Flavia. L'imbarco minerario, costruito nel 1924, è unico nel suo genere per ingegno e tecniche costruttive impiegate. Realizzato scavando la montagna per circa 600 metri, era costituito da due gallerie sovrapposte in cui un nastro trasportatore, ricevuti i minerali dai depositi sotterranei, li trasferiva con un ingegnoso braccio mobile direttamente nella stiva delle navi di carico alla fonda. Un tesoro di archeologia mineraria che l'Unesco ha giudicato patrimonio dell'umanità e che costituisce uno dei tasselli del Parco geominerario storico e ambientale.
Un'altra serie di calette da visitare, nei pressi di Masua, sono Porto Cauli, Portu Rafia e la "Spiaggia dei baci", accessibili da stradine tortuose e poco agevoli. Poco più a sud, dopo scogliere a strapiombo, si aprono il borgo di Nebida e la sua spiaggia.
Ma, ad attirare il visitatore, non è solo lo splendido mare. Grande fascino, infatti, suscita la Laveria Lamarmora con le sue imponenti strutture murarie, raggiungibile dopo aver percorso la passeggiata panoramica realizzata sul vecchio tracciato della ferrovia.
Immagini di un presente contrassegnato da arenili e scogliere mozzafiato battute dal maestrale e dai resti di miniere che si aprono direttamente sul mare.
Da Masua a Fontanamare, passando per Nebida, a caccia di spiagge candide, mare azzurro e gallerie scavate nelle viscere della terra. Un viaggio alla ricerca di un angolo della Sardegna, e del Sulcis Iglesiente in particolare, da scoprire in un continuo alternarsi di paesaggi e di testimonianze di diverse epoche storiche.Masua è una frazione del comune di Iglesias, conosciuta per le sue splendide spiagge, ma soprattutto perché testimone di un glorioso passato legato all'attività estrattiva.
Così, accanto a incantevoli calette dalle acque cristalline è facile trovare i resti di un borgo minerario o lo sbocco di una galleria.
Partendo da Masua è impossibile non restare affascinati davanti al Pan di Zucchero, l'isolotto di calcare alto 133 metri che, dal mare, si staglia davanti a Porto Flavia. Attraversato da due gallerie poste al livello del mare (una posta a Nord e l'altra a Sud) è uno dei più grandi faraglioni d'Europa. Più grande del più noto faraglione di Capri. Con gli scogli de "Il morto" e de "S'Agusteri" e la falesia di "Punta de Is Cicalas", è stato dichiarato monumento naturale. Un'investitura assegnata per preservare il contesto geologico e paleontologico della zona e oggetto di studio da parte di centinaia di ricercatori.
Davanti al faraglione, accanto alla spiaggia di "Bega Sa Canna", si trova Porto Flavia. L'imbarco minerario, costruito nel 1924, è unico nel suo genere per ingegno e tecniche costruttive impiegate. Realizzato scavando la montagna per circa 600 metri, era costituito da due gallerie sovrapposte in cui un nastro trasportatore, ricevuti i minerali dai depositi sotterranei, li trasferiva con un ingegnoso braccio mobile direttamente nella stiva delle navi di carico alla fonda. Un tesoro di archeologia mineraria che l'Unesco ha giudicato patrimonio dell'umanità e che costituisce uno dei tasselli del Parco geominerario storico e ambientale.
Un'altra serie di calette da visitare, nei pressi di Masua, sono Porto Cauli, Portu Rafia e la "Spiaggia dei baci", accessibili da stradine tortuose e poco agevoli. Poco più a sud, dopo scogliere a strapiombo, si aprono il borgo di Nebida e la sua spiaggia.
Ma, ad attirare il visitatore, non è solo lo splendido mare. Grande fascino, infatti, suscita la Laveria Lamarmora con le sue imponenti strutture murarie, raggiungibile dopo aver percorso la passeggiata panoramica realizzata sul vecchio tracciato della ferrovia.
Immagini di un presente contrassegnato da arenili e scogliere mozzafiato battute dal maestrale e dai resti di miniere che si aprono direttamente sul mare.
Da Masua a Fontanamare, passando per Nebida, a caccia di spiagge candide, mare azzurro e gallerie scavate nelle viscere della terra. Un viaggio alla ricerca di un angolo della Sardegna, e del Sulcis Iglesiente in particolare, da scoprire in un continuo alternarsi di paesaggi e di testimonianze di diverse epoche storiche.